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2/23/12, 7:45 - 174 visite

INTER/Calcio: Inter, la beffa arriva nel finale

Il colore dell’Inter è nero, nerissimo, come un tunnel senza fine, come un incubo da cui sembra non svegliarsi più. Ieri, al Velodrome di Marsiglia, ha incassato la sua quarta sconfitta consecutiva, la sesta nelle ultime sette partite, ma il modo, anzi, il tempo, è stato terribile. Il gol di André Ayew, il meno giovane dei due figli di Abedì Pelè, è arrivato al secondo minuto e mezzo di recupero. Angolo di Valbuena, guizzo di Ayew in anticipo su Chivu, Julio Cesar piantato fra i pali e palla in rete. L’Inter non aveva fatto una grande partita sul piano del gioco ma, occasioni alla mano (quattro nitide a due), avrebbe meritato di vincerla e invece l’ha persa, in una maniera perfettamente in linea con quanto sta accadendo in questo suo inconcepibile periodo.
E’ una squadra piena di contraddizioni, di errori, di malintesi, emersi anche ieri nel Sud della Francia. Prima di cadere rovinosamente su quel colpo di testa, aveva giocato cercando se stessa. Aveva faticato perché la qualità di Sneijder, di Forlan e di Zarate continua a restare un sogno. E’ rimasta a metà strada, fra la solidità e la creatività, una via di mezzo spesso involuta. Il Marsiglia non è sembrata un’avversaria irresistibile; forse Ranieri, che aveva trovato il modo giusto all’inizio, avrebbe dovuto osare di più nella ripresa. Forse. Ma il tecnico sa meglio di altri quanto la sua squadra oggi si senta fragile nel suo interno. E vi si è adeguato.

LA RIVOLUZIONE 
 
Con la formazione aveva sorpreso tutti, contraddicendo alcuni suoi pensieri (Sneijder con due punte è dura e Zarate stacca spesso la spina: sono parole sue), ma per quanto si è visto soprattutto nel primo tempo le scelte strategiche erano tutt’altro che sbagliate. Tranne una, quella di Zarate, che ha giocato come Sbirulino in mezzo a una difesa di giganti.
Dopo aver circumnavigato intorno alla mondo dei moduli, il tecnico romano è tornato al rombo, l’habitat naturale, tatticamente parlando, di questa squadra. E per renderlo concreto e solido, almeno nelle intenzioni, ha scelto i centrocampisti dello zoccolo duro, Zanetti, Stankovic e Cambiasso, 102 anni in 3, ma per come stavano in campo l’età incideva in senso positivo. Del resto, l’anagrafe è un problema generale per l’Inter: ieri la sua età media era di 31,2 anni, quella del Marsiglia di 26,8.
LA STRATEGIA

Ranieri è partito con una formazione anziana e tutta straniera e ha individuato la strategia giusta per questa partita: lasciare la palla al Marsiglia, che fin dall’inizio non è sembrata avversaria troppo pericolosa col pallone fra i piedi, e puntare sul contropiede. Per questo aveva scelto Zarate e Forlan (che lavorava sodo anche quando l’Inter perdeva palla), portando in panchina Milito e Pazzini. Aveva aperto un ampio varco sulla sinistra dove scattava Cambiasso, lanciato da Samuel o Stankovic che davanti alla difesa dava equilibrio alla manovra, anche se ogni tanto commetteva errori nel controllo della palla e negli appoggi. In contropiede, l’Inter ha costruito 3 occasioni da gol con Cambiasso sempre protagonista, prima con due assist, poi con un suo tiro. Dal Marsiglia una sola iniziativa pericolosa, con una punizione di Valbuena deviata male da Diawara. I francesi erano poco pericolosi in attacco e per niente efficaci in difesa, soprattutto quando venivano presi in velocità: se Sneijder avesse contribuito con la qualità rimasta anche ieri nella soffitta dei suoi pensieri e se invece dell’inconsistenza di Zarate ci fosse stata la concretezza recente di Milito, l’Inter li avrebbe messi ancora più in difficoltà.

FUORI MAICON

Il primo cambio è arrivato per l’infortunio al ginocchio di Maicon: dentro Nagatomo, a destra. Il secondo, dopo un’ora, perché Zarate era ormai tagliato fuori dalla partita, ma Ranieri, inserendo Obi e portando la squadra al 4-4-1-1, ha fatto un passo indietro. L’idea del tecnico aveva una logica: Azpilicueta stava sfondando a destra e Obi avrebbe dovuto arginarlo, ma se avesse pensato in modo opposto, Milito avrebbe fatto quel lavoro e anche il suo... Se il primo tempo non è stato entusiasmante, nel secondo il gioco è ancora più scaduto. L’Inter ha però avuto un’altra buona occasione, su punizione di Sneijder: Stankovic, di sinistro, ha messo la palla fra le braccia di Mandanda. Poi è arrivato il gol di Ayew e a Milano ribaltare il risultato sarà assai complicato.

InteristaWeb

Fonte: Corriere dello Sport

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